Lista Civica La Piazza

Torino, 06.11.2013

 

 

Nel Consiglio di Giovedi 31 ottobre, il presidente Punzurudu ha dichiarato che 200.000 dei 360.000 € previsti per il PTA saranno utilizzati dal Comune per la sorveglianza sanitaria degli effetti dell’inceneritore sulla popolazione. I restanti 160.000 € dovrebbero essere utilizzati nell’ambito del progetto comunale ITER, ed in particolare per la ristrutturazione dei cortili scolastici di alcune scuole della C2.
Pur soddisfatti per la scelta confermata del Comune di abbandonare il progetto del PTA, in attesa di notizie più ufficiali la Piazza intende ribadire alcuni aspetti essenziali circa l’impiego dei fondi:
1) La sorveglianza sanitaria non è un’opera di compensazione
La sorveglianza sanitaria è un’azione a carico di TRM (azienda che gestisce l’inceneritore), come previsto negli accordi in essere. I fondi necessari devono essere previsti da TRM nell’ambito del proprio bilancio economico e non essere prelevati da quelli destinati alle compensazioni.
2) Il progetto ITER non è un’opera di compensazione
Il progetto ITER, per quanto interessante, è un progetto del settore servizi educativi del Comune che non prevede interventi di carattere ambientale. Non è inoltre ammissibile che i fondi per le compensazioni ambientali vengano utilizzati per finanziare attività già previste.
3) Occorre garantire il coinvolgimento dei cittadini
Ancora una volta la maggioranza non ha coinvolto in nessun modo i cittadini su come impiegare i fondi, a dispetto delle promesse di “progettazione partecipata” deliberate a suo tempo. Le uniche informazioni disponibili sono arrivate solo in risposta all’ennesima interpellanza della Piazza circa l’argomento.
Riteniamo necessario che, qualora fosse confermata l’intenzione di destinare i fondi al progetto ITER, sia avviata una discussione nell’ambito della prossima Commissione VI per verificare con i cittadini i contenuti specifici della proposta e valutare come realizzare interventi che rappresentino delle vere compensazioni ambientali, quali (ad esempio) interventi di potenziamento del verde o miglioramento dell’accessibilità in una logica di sostenibilità. Invitiamo fin da ora il futuro coordinatore della VI commissione a procedere in tal senso.



 

COMUNICATO STAMPA

L’inceneritore del Gerbido è entrato in funzione ormai da 6 mesi. Già l’11 Maggio scorso La Piazza ha partecipato alla manifestazione per denunciare una lunga serie di fatti che tradiscono gli impegni presi dai Comuni e da TRM (la società che gestisce l'inceneritore) e danneggiano gli interessi dei cittadini e dei residenti (comunicato stampa del 6/05/2013).

Ai fatti gravi dei mesi passati, se ne aggiungono altri che dimostrano come sulla questione dell'inceneritore nessuno controlli. Nelle ultime settimane è andata all'onore delle cronache il processo di produzione che ha subito ben 7 interruzioni per dei guasti ben poco documentati. I mezzi di informazione non danno spazio alle domande che i cittadini si fanno: sono sufficienti i controlli realizzati in entrata? Durante le interruzioni quali valori sono stati superati e cosa si è liberato in aria?

I servizi televisivi e i quotidiani cittadini tranquillizzano ed enfatizzano i presunti buoni risultati. Siamo sempre più convinti che manchi trasparenza nella gestione e nel controllo dell’impianto, così come non esiste correttezza e pluralità nelle informazioni.

I partiti di maggioranza nelle amministrazioni locali sono del tutto assenti. Nella Circoscrizione 2 di Torino il coordinatore della VI Commissione non partecipa più alle Commissioni e ai Consigli da settimane e il Presidente di Circoscrizione non vigila e non difende gli interessi dei cittadini nelle riunioni del COMITATO DI CONTROLLO.



Read more: ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE 26 OTTOBRE

 

L’inceneritore del Gerbido è entrato in funzione venerdì 19 aprile 2013 nel silenzio delle istituzioni e dei mezzi di informazione.

Questo è solo l’ultimo di una serie di fatti che pongono seri dubbi sulla trasparenza nella gestione e controllo dell’impianto, nonché sulla correttezza e sulla pluralità delle informazioni alla cittadinanza circa le ricadute sanitarie ed ambientali.

Esiste un’azione di controllo scevra da condizionamenti politici? Esistono procedure per bloccare il processo di incenerimento qualora si rilevassero parametri fuori norma?

Tutto quello che è successo fino ad oggi, ci porta a dire che forse è meglio interrompere tutto e ripartire da zero:

1. Non si è proceduto con lo spostamento della SADI Servizi Industriali, che nel Sito Industriale di Orbassano si occupa di bonifiche e risanamenti ambientali, trattamento e smaltimento di rifiuti industriali (tra cui i resti della produzione farmaceutica), come previsto nel protocollo d'intesa del 23/09/2004, sottoscritto da Provincia e comuni limitrofi, in cui si subordinava l'accensione del futuro inceneritore del Gerbido alla ri-localizzazione della Servizi Industriali

2. La stessa azienda, non solo non è stata rilocalizzata, ma ha vinto il bando per lo smaltimento delle polveri e delle ceneri residue della combustione

3. Nel contratto di servizio stipulato a dicembre da A-TOR e TRM si evince che la società che gestisce l'impianto non ha l'obbligo di rendere visibili e comunicare i dati relativi alle emissioni dell'inceneritore o ad esempio sulla quantità, tossicità e destinazione delle ceneri prodotte.

4. Nello stesso contratto di servizio viene data la possibilità all'azienda di rifarsi sugli utenti degli eventuali minor ricavi o maggiori costi e, siccome a fine vita dell'inceneritore il sito andrà bonificato, i costi relativi (così come eventuali risarcimenti danni sanciti dall'autorità giudiziaria) saranno a carico del cittadino, in modo che, come nella migliore tradizione imprenditoriale italiana, gli utili societari saranno sempre e comunque garantiti.

5. Il 25 Luglio 2012 il Comune di Torino ha privatizzato TRM S.p.A., dismettendo una quota pari all'80% della propria partecipazione nella società.

6. La connessione dell’impianto allo scalo ferroviario, che faceva parte del progetto e che avrebbe sgravato la zona dai camion per il trasporto dei rifiuti (circa 120 al giorno), è stata sospesa su proposta di TRM nonostante il parere contrario del Comitato Locale di Controllo.

7. Ad oggi, sul nostro territorio, non risulta che siano state fatte rilevazioni delle sostanze presenti nell'aria prima dell'accensione, senza le quali diventa impossibile poter monitorare il peggioramento delle condizioni ambientali. E’ notizia di questi giorni che gli enti locali intendono dirottare sul piano di sorveglianza sanitaria (a carico di TRM privata) i fondi (pubblici) destinati alle compensazioni.

8. Esiste la possibilità di sperimentare realmente procedure di smaltimento dei rifiuti meno impattanti, se per tutta la durata del contratto di affidamento gli amministratori dei comuni per i prossimi vent'anni sono tenuti a riversare la maggior quantità possibile di rifiuti nell'inceneritore, per garantire la saturazione delle 421 mila tonnellate annue di capacità? Intanto la raccolta differenziata è ferma al 49% per mancanza di fondi, contro il 65% richiesto a livello europeo entro il 31 dicembre 2012.

A fronte di tutto quanto sopra esposto la lista civica La Piazza sostiene che non esistono più le condizioni perché l’inceneritore possa funzionare garantendo la tutela dei cittadini dai punti di vista della salute, della trasparenza e del controllo dell’impianto.

Con queste motivazioni la Piazza aderisce alla manifestazione di sabato 11 maggio 2013 indetta dal Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino.



 

A seguito delle nostre numerose denunce in Consiglio di Circoscrizione e Commissioni ("Commissione su Fondazione Dare" del 2 gennaio 2012 e "Chi ha DATO, ha DATO, chi ha avuto, ha avuto..." del 12 dicembre 2012);

e a seguito dell' INTERPELLANZA: Concessione porzione di locali (ex ufficio postale) alla Fondazione Dare quale capofila dell’associazione temporanea di scopo ATS “Cortile Giaione” del 15 luglio 2012;

 

la lista Civica la Piazza

 

ha deciso di portare all'attenzione della Corte dei Conti del Piemonte l’iter relativo alle concessioni e ai progetti della Fondazione Dare.

Stamattina abbiamo presentato un esposto in merito alle modalità di affidamento e gestione dei locali della Circ. 2 concessi alla Fondazione Dare, locali chiusi dall’ agosto 2012 con conseguente interruzione delle attività previste dal progetto.



Read more: UN ESPOSTO PER CONTROLLARE L'UTILIZZO DELLE RISORSE PUBBLICHE

Nel proprio programma elettorale (maggio 2011), la lista civica La Piazza si proponeva di agire costantemente nella direzione del controllo delle procedure, nella richiesta di una costante, più estesa e non univoca informazione alla cittadinanza, in modo che fossero garantite:

- trasparenza nella gestione, nel controllo e nei monitoraggi ambientali,

- la valutazione preventiva e futura delle effettive ricadute ambientali sul territorio da parte delle autorità istituzionalmente preposte (ARPA),

- il rispetto delle prescrizioni indicate nelle autorizzazioni,

- la realizzazione di efficaci interventi di miglioramento e compensazione ambientale nell'entità a suo tempo prevista dai relativi accordi di programma e che ad oggi sembrano essere messi in discussione.


Successivamente, con la Deliberazione del Consiglio Comunale 25 Luglio 2012 n.ro 2012_03374, il Comune di Torino ha approvato, tra l’altro, la dismissione della quota pari all'80% della partecipazione detenuta nella società "TRM S.p.A.".


Considerato che

- l’impianto entrerà in esercizio, ancorchè provvisorio, nella primavera 2013;

- ad oggi (novembre 2012) non sono ancora stati avviati i monitoraggi ambientali,

- non è partita la valutazione preventiva delle effettive ricadute sulla salute dei cittadini;

- le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni non sono state rispettate (la Servizi Industriali di Orbassano non è stata delocalizzata);

- le compensazioni ambientali stentano a partire; in particolare il Parco Tematico Ambientale in Circoscrizione 2 è un’opera costosa e di dubbia utilità, che può essere considerata al massimo riqualificazione urbanistica, ma sicuramente non compensa le emissioni inquinanti dell’inceneritore;

- la raccolta differenziata è ferma al 49% per mancanza di fondi, contro il 65% richiesto a livello europeo entro il 31 dicembre 2012;

- la vendita ai privati dell’80% delle quote azionarie di TRM pone seri dubbi sulla trasparenza nella gestione e controllo dell’impianto, nonchè sulla correttezza e sulla pluralità delle informazioni alla cittadinanza circa le ricadute sanitarie ed ambientali;


A fronte di tutto quanto sopra esposto la lista civica La Piazza:

a) ritiene che i cittadini non siano più tutelati dal punto di vista della trasparenza nella gestione e nel controllo dell’impianto;

b) ritiene che i cittadini non siano più tutelati dal punto di vista della correttezza e della pluralità delle informazioni circa le ricadute sanitarie e ambientali;

c) esprime il proprio dissenso nei confronti della condotta tenuta dal Comune di Torino e nei confronti dei contenuti della Deliberazione del Consiglio Comunale 25 Luglio 2012 n.ro 2012_03374 che affida ai privati l’80% delle quote azionarie di TRM S.p.A. e pertanto ne chiede l’immediato ritiro.

d) chiede che vengano bloccati i lavori dell’impianto e che ne venga avviata la riconversione verso altro sistema di smaltimento che tuteli la salute dei cittadini e l’ambiente.

e) ribadisce la fondamentale importanza dell’estensione della raccolta differenziata “porta-a-porta” a tutta la città e chiede quindi con forza che il Comune si impegni in tal senso, quale che sia la scelta sull’impianto di TRM, e precisi gli obiettivi ed i tempi di tale progetto



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